Raccolta rifiuti e tariffe: cosa ci attende?

Da questa settimana è partita la nuova modalità di raccolta differenziata con il metodo del “porta a porta”.

Cercherò di riassumere alcuni aspetti importanti  frutto di esperienze dei tanti Comuni che da anni hanno attivato il servizio di raccolta simile al nostro.
Per legge, il costo complessivo della raccolta rifiuti va sostenuto dai cittadini/aziende attraverso la T.A.R.I. Nel 2015 tale costo nel Comune di Maniago è risultato poco sopra i 1.500.000 euro, sostenuto dai cittadini con il pagamento delle bollette ricevute in questo periodo.
La gara d’appalto realizzata dalla Comunità Montana per 21 Comuni del territorio ha definito la nuova modalità di servizio, fissando dei costi complessivi che, per il Comune di Maniago, risulteranno inferiori del 15% rispetto ai costi 2015.
Nel 2016 il servizio “porta a porta” partirà circa a metà anno, quindi il risparmio complessivo dovrebbe attestarsi intorno all’8% (bollette 2017).
Dal 2017, con il servizio a regime da inizio anno, il risparmio complessivo si attesterà intorno al 15% (bollette 2018 e successive).
Tale risultato sarà ottenuto attraverso due principali fattori, collegati all’utilizzo dei bidoni personalizzati.
Primo fattore: ogni cittadino diventa responsabile dei rifiuti conferiti. Quindi è previsto che la qualità dei materiali riciclabili raccolti sarà migliore e questo si tradurrà in maggiori introiti derivanti dalla loro vendita.
Tanto per dare un’idea: attualmente a Maniago (12.000 abitanti, raccolta differenziata attiva da 7 anni, con cassonetti stradali “di tutti e di nessuno”) l’introito annuo derivante dalla vendita di tale materiale supera a malapena 20.000 euro; a Ponte nelle Alpi (8.500 abitanti, raccolta differenziata “porta a porta”) gli introiti sono vicini a 90.000 euro…
Secondo fattore: il microchip presente in tutti i bidoni consentirà anche una modalità e frequenza di raccolta che verranno resi sempre più efficienti, evitando viaggi (e costi) inutili.
L’esperienza di altri Comuni ci dice che è verosimile attendersi nel tempo un calo nella frequenza dei conferimenti di alcuni materiali, con potenziali ulteriori riduzioni rispetto a quanto attualmente previsto.
Accertato che complessivamente il servizio costerà meno, parliamo ora della ripartizione tra gli utenti della spesa complessiva.
Attualmente il costo complessivo per le utenze domestiche (famiglie) viene ripartito in base a due parametri: superficie dell’abitazione e numero componenti il nucleo familiare. Sarà certamente così anche nel 2016 (bollette 2017), quindi le famiglie il prossimo anno avranno ciascuna un risparmio nella TARI intorno all’8%.
L’utilizzo dei bidoni personali dotati di microchip consentirà di costruire nel tempo un database relativo agli svuotamenti di ciascuna famiglia: quando questa base dati sarà sufficientemente “robusta”, potremo pensare di modificare i parametri di ripartizione inserendo anche variabili legate agli svuotamenti e diminuendo (o eliminando) parametri come la superficie.
I ragionamenti sulla ridefinizione dei parametri sono attualmente del tutto prematuri e in futuro saranno oggetto di attenta valutazione. Ricordo ad esempio che il Comune di Caneva ha atteso 3 anni di rilevazioni prima di lanciare la tariffazione puntuale); in linea di massima sono totalmente d’accordo nel futuro utilizzo di parametri che diano vantaggio a chi fa il compost e a chi produce poco materiale secco non riciclabile.
Val la pena ricordare che in ogni caso anche la raccolta del materiale riciclabile ha un costo, abbattuto solo parzialmente dalla vendita del materiale stesso: ciò per dire che non sarà certamente possibile far pagare zero a chi non produce secco non riciclabile.