La matrice incontra l’anima: la Stamperia d’arte Albicocco stupisce i visitatori

Fino al 31 ottobre una ragione in più si aggiunge alle molte che possono spingere il viaggiatore a visitare Maniago: al Museo delle Arti fabbrili e delle Coltellerie,  in Sala Pizzinato, è allestita una mostra sulla Stamperia d’Arte Albicocco, di Udine. La mostra non è la monografica su di un artista o una collettiva su  di un gruppo di artisti, una scuola, una corrente. E’ sul lavoro di una stamperia d’arte, ed è un’occasione pressoché unica per capirci qualcosa di ‘più sulla magia di questo mondo. Come venga dipinto un quadro lo intuisce chiunque, come si arrivi alla realizzazione di un’acquaforte è faccenda un po’ meno evidente ed esplicita.

Per capire di cosa parliamo serve quindi, a premessa, un minimo di spiegazione. Dei diversi possibili metodi di stampa all’Albicocco si praticano (e si difendono) quelli riuniti sotto il nome di calcografia. Insieme di tecniche che ha visto gli albori nel XV secolo e si è sviluppato interessando l’opera di maestri assoluti della storia dell’arte, Rembrandt per citarne uno. Il ruolo della stampa d’arte nella loro opera è così importante che i francesi hanno coniato una categoria apposita per individuare questo tipo di artista: peintre graveur (pittore/incisore). La tecnica si chiama incisione.

Consiste fondamentalmente nella stampa a mezzo di matrici (lastre in rame o in zinco) incise direttamente (puntasecca, bulino) o indirettamente con l’utilizzo di un acido (acquaforte, cera molle, acquatinta…), inchiostrate e passate sotto un torchio a rulli per il trasferimento dell’inciso (il disegno) su di un foglio di carta. Detto così pare cosa semplice e veloce. La mostra invece offre occasione per capire meglio che il processo semplice non è. Richiede al contrario grande preparazione tecnica e padronanza degli strumenti. Un livello di competenza artigianale che necessita di una lenta coltivazione e anni di “tentativi ed errori”.

L’esposizione è divisa razionalmente in due parti: una introduttiva, con funzione didattica, illustra le principali tecniche di stampa calcografica. La seconda offre allo sguardo del visitatore una’ampia selezione di opere prodotte dal gotha dell’arte figurativa contemporanea italiana ed europea in collaborazione con il maestro stampatore Corrado Albicocco.

E’ il luogo (e il modo) giusto per capire di cosa si parla quando ci si riferisce alla categoria della stampa d’arte. Rarissimamente (probabilmente mai) l’artista opera in solitudine affidandosi alla sua sola abilità manuale. Più spesso l’opera è il frutto di una sinergia di capacità creative che, fuse indissolubilmente, producono l’opera che è data finalmente al nostro sguardo. L’artista concepisce l’opera, inizia la lavorazione della matrice con le tecniche di incisione che sente più congeniali, quindi da corso al processo di stampa dove, con la collaborazione – direi paritaria – dello stampatore (alcuni video presenti in mostra illustrano molto bene il rapporto tra i due attori di questo passaggio), si completa la ricerca della forma finita, dell’immagine che più si avvicina alla prima idea che l’artista aveva in mente. Solo a questo punto viene intrapresa l’edizione della tiratura, sotto la responsabilità dello stampatore e la supervisione dell’artista.

La Stamperia d’Arte Albicocco, fondata e diretta da Corrado Albicocco, urbinate d’origini, opera in Udine e rappresenta un fondamentale presidio di salvaguardia per questa raffinata e complessa tecnica d’arte.

Il meglio dall’arte contemporanea italiana (e non solo) ha scelto i torchi udinesi per dare alla luce edizioni di altissimo valore (vorremmo poter usare la categoria dell’inestimabile): Zigaina, Dugo, Zec, Vedova, Santomaso, Ceschin, Accardi, Pignatelli, Pizzi Cannella, solo per citarne alcuni . Un bel catalogo curato dalla stessa Stamperia d’arte accompagna il visitatore nell’esposizione offrendo supporto alla comprensione e sostegno alla memoria.

Inaugurata il 19 luglio e prevista in un primo momento fino al 24 di agosto, la mostra verrà prorogata fino al 31 ottobre, per permettere al folto pubblico di estendere le possibilità di visita, in modo particolare per gli studenti degli istituti scolastici friulani che vedranno presto riaprire le aule.

Fino ad oggi la mostra è stata visitata da circa 1.500 persone: la presenza di un torchio di dimensioni notevoli – realizzato dalla ditta RGM di Maniago – ha permesso e permetterà anche nelle prossime settimane l’effettuazione di attività laboratoriali con la presenza dello stesso Corrado Albicocco, presso il Museo delle Coltellerie.

Recensione a cura di Stefano Truccolo